sabato 7 febbraio 2015


 

 

È proprio così. Non c’è una sola nebbia. Ce ne sono tante. E i Pavesi lo sanno bene. Loro sanno che, quando tutto si copre di grigio, solo allora si comincia a vedere lontano. Non importa come. L’importante è che si inizi. In queste belle pagine, certe nebbie si fanno sottili, forti, incalzanti gocce di vita. Terrena e non. Perché il non visto si rivela e ci parla con la sua voce, fatta di lontano e di vicino, di altrove e di quotidiano. Come certi fantasmi sulla veranda, di cui ci si accorge, per la prima volta, senza volerlo. Eppure erano lì a dirci che una letterina in più o in meno segna il confine tra Inferno e Salvezza. Roba da poco. Gocce di nebbia. Ma fiumi di narrativa. Tutto ciò accade in questo bel volume che è una raccolta di quindici racconti brevi, secchi di retorica e umidi di emozioni che colano, senza fretta e con semplice ed efficace misura, davanti agli occhi del lettore. Tanti personaggi. Tante voci. Tempi e luoghi diversi. Ma tenuti assieme dalla salda cucitura della buona narrazione. Perché il cane Nerone o l’infermiera Marika, Dennis e Laura o Gianni Nardi, Parlano con un infinito talmente grande, da essere semplice e a portata di mano. Del resto la Storia ci insegna che concretezza e sogno non sono poi così lontani. Leggendo questo libro ci si affaccia a quindici finestre spalancate tanto verso il “chissà” quanto verso il vero. Religione, Magia e Quotidianità vanno, per una volta, sottobraccio e non si fanno guerra. Come le storie di queste, pagine sono così diverse. Ma tutte e tre hanno una cosa in comune: amano passeggiare nella nebbia. Quella nebbia che diventa faro dell’anima. Le tre amiche ci invitano a fare quattro passi con loro. Non perdiamo questa occasione. Tutto il libro è caratterizzato da una prosa piana, agevole, di immediato effetto. Capace di coinvolgere e rendere partecipi. Quasi come la nebbia su un campo arato.

Autore di questo interessantissimo volume è Davide Zardo. Nato a Milano, vive a Valle Lomellina dal 1990. Tipografo, pianista compositore, è anche giornalista, scrittore e poeta. In futuro certamente ancora presente in questa rubrica

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