sabato 30 marzo 2013


Il ragazzo dagli occhi di cielo
 
di G.F. Agoni



 
  

1875. Garibaldi lascia Caprera per recarsi a Roma per pronunciare alla Camera un suo storico discorso, in un clima colmo di speranze e di dubbi all'indomani dell'Unità. Mentre queste cose accadono in Italia, dall'altra parte del mondo, in Canada, si apre una tenda di un accampamento indiano. Fa capolino un ragazzo di quattordici anni che respira l'aria frizzante del mattino e si sofferma, per qualche istante, a guardare il cielo, azzurro come i suoi occhi. Si tratta di Blusky, un ragazzo “caduto dalle nuvole”. E sembrava proprio fosse così, quando fu trovato, solo e magro, in mezzo a quelle nuvole di fumo che solo una battaglia sa lasciare attorno. Raccolto da un capo indiano, viene allevato da lui e dalla sua compagna. Un figlio desiderato, un figlio arrivato dal vago di una nebbia quasi divina. Forse Manitù ascoltava davvero le preghiere di quanti si rivolgevano a lui. Il bimbo non ha nulla. Vicino a lui solo una borsa che contiene fogli di carta con strane linee. Gli indiani non avrebbero potuto sapere che quelle macchie di inchiostro erano “scrittura”. Blusky entra a far parte in tutto e per tutto della sua nuova vita. Cresce e si fa riconoscere per il suo coraggio, per la sua lealtà, per il suo grande cuore. Anche Moony, ragazza poco più giovane di lui, apprezza le sue qualità. Tra loro scatta anche un magico legame. Ma, come è risaputo, I bambini sono la bocca della verità. Una amico, quasi a vendicarsi, svela a Blusky che I suoi veri genitori non sono nell'accampamento. Da qui inizia l'avventura del giovanissimo protagonista che vuole fortemente scoprire, vedere, sapere e soprattutto incontrare. In u frangente emerge, forse più che in tutto il racconto, la grande e vera civiltà degli Indiani d'America. I suoi genitori adottivi infatti accettano che parta per arrivare alle sue origini. Dalle lettere ritrovate, grazie all'aiuto di alcuni mercanti, affiorano alcuni indizi. Il suo grande animo non può e non vuole tralasciarne nemmeno uno. E il viaggio comincia. Ad accompagnarlo è Alce Nero, forte e fidato compagno. Insieme si mettono “in marcia verso il passato”, un passato misterioso, ma pieno di speranze che forse portano a un futuro di risposte. Da questo momento la narrazione diviene fitta di accadimenti e di personaggi che si susseguono in modo incalzante e inaspettato. Come inaspettati sono i mille ostacoli di un lungo viaggio. Le pagine scorrono velocemente sotto gli occhi del lettore, presentando tante tipologie umane. Banditi, soldati, cameriere e donne di saloon i cui proprietari non sempre sono santi, ma anche amici nuovi e persone generose. Insieme con tutti loro, Blusky attraversa la sua storia lungo le sterminate distese e i freddi monti del Canada. E, in certe pagine colorate da caratteristiche di inquadrature cinematografiche, sembra proprio di vederli accampati davanti al fuoco o in una strada polverosa e secca o avvolti dal vapore che esce dai loro mantelli durante una gelida salita, in una tormenta di neve. Tutto il volume è contraddistinto da un sicuro e piacevole coinvolgimento che non solo presenta i fatti in modo sorprendente, ma li esprime attraverso una prosa lineare, ricca di dialoghi. Sono davvero i personaggi a raccontare la storia.

Queste pagine non sono solo il racconto di un'avventura, ma anche quello di una ricerca. Italiani o indiani, africani o canadesi, tutti gli uomini, nella vita, cercano qualcosa. Non sempre è facile trovare ciò che si cerca. A volte è addirittura impossibile. Ma, a quanti si stanno per arrendere, sarebbe bello far incontrare Blusky. Autore di questo romanzo è Giuseppe Franco Agoni. Già presente in questa rubrica con “Il nido dello scorpione”, è una persona decisamente eclettica. Ha visitato numerosi Paesi dall’Oriente all’Occidente. Attualmente vive a Rivanazzano e al suo attivo vanta numerosi romanzi.

“Il ragazzo dagli occhi di cielo” di G. F. Agoni, Guardamagna Editori in Varzi

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